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Casa Beata Annunciata

Nel 1817, per iniziativa di pie persone, viene adibito un caseggiato, con adiacenze in contrada Palazzi a Cemmo, per accogliere un istituto educativo per ragazze e giovani.

Erminia Panzerini anticipa una somma per avviare i lavori di restauro e di adattamento necessari. Nel corso del 1821 l’attività didattica ha inizio, anche se in modo un po’ precario.

Storia

L’arrivo di Annunciata Cocchetti nel 1831 e il suo ottimo inserimento nella realtà di Cemmo, come insegnante ed educatrice a fianco di Erminia Panzerini, porta alla cessione da parte di Vincenzo Panzerini dell’intera proprietà dell’Istituto di Cemmo a Erminia e ad Annunciata.
Il 9 ottobre dello stesso anno, dopo un breve noviziato a Venezia, Annunciata torna a Cemmo come suora Dorotea. Nei dieci anni successivi, la casa di Cemmo diventa una Casa Religiosa affiliata all’Istituto delle Suore di S. Dorotea di Venezia.
Nel 1853 si apre ufficialmente il Noviziato a Cemmo. Nel 1846, però, un incendio aveva distrutto buona parte dell’edificio, richiedendo ingenti lavori e grandi sacrifici per la ricostruzione.
Una volta ricostruita la struttura, madre Annunciata fa erigere una cappella per la preghiera delle Suore e delle Educande, affiancata da un piccolo appartamento per il Cappellano.
Per sostenere le attività in crescita, si rendono necessari ulteriori ampliamenti. I tre acquisti più significativi sono: la parte con la fontana e il cortile, la Casa Angeli e un immobile nella zona più bassa dell’Istituto.
Madre Annunciata fa costruire un passaggio sotto via Crosai per collegare il nuovo fabbricato alla casa. Vengono aggiunti un portico, uno sterramento e il refettorio. Dopo la sua morte, sarà edificato anche il parlatorio che si affaccia sull’attuale chiostro.

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