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Parco archeologico nazionale dei massi di Cemmo

Era il 1909 allorchè l’alpinista, chimico e geografo bresciano, Walther Laeng (1888-1968) segnalò per la prima volta al mondo scientifico la presenza a Cemmo, presso il Pian delle Greppe, di due massi (Cemmo1 e Cemmo2) che recavano incisioni realizzate nel III millennio a.C..

Informazioni

Ora questi enormi massi fanno parte del Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo istituito nel 2005. Da quel lontano 1909 gli scavi archeologici si intensificarono portando al ritrovamento di un vasto sito preistorico che ebbe origine da un accampamento Mesolitico per poi divenire santuario megalitico a partire dall’Età del Rame con persistenza fino all’età romana.
Le ricerche portarono alla scoperta di sedici stele incise, alcune integre altre frammentarie, ora conservate presso il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica di Capo di Ponte.
Il masso Cemmo1 reca oltre 150 incisioni: camosci, stambecchi, cinghiali, lupi, pugnali e una scena di aratura, databili tra il 2800 e il 2200 a.C..
Il masso Cemmo2 presenta anch’esso numerose figure di stambecchi, cervi, lupi, pugnali, un’ascia e un’alabarda; appaiono altresì figure umane stilizzate e due coppie di buoi che trainano un aratro e un carro.
La datazione delle incisioni è tra il 2800 e il 2400 a.C.

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