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La storia

Fortunati quelli che entrano nell’edificio perchè saranno benedetti dal Padre e troveranno al di là di quella porta la vera conoscenza: è l’invito e l’augurio espresso dall’iscrizione incisa rozzamente alla base della lunetta che domina l’entrata della Pieve di San Siro.

“Intrantes domum” (Matteo, II, 10-11) come fecero i Re Magi, pellegrini per eccellenza, che dopo un lungo viaggio entrarono nella capanna e trovarono Maria con il Bambino: stupore ma anche gioia nell’osservare la magnificenza della semplicità.

Pieve di San Siro

L’edificio, bisognoso di interventi, richiede lavori di restauro e adattamento. A sostenere l'iniziativa è Erminia Panzerini, che anticipa una somma per avviare i lavori necessari.
Nel corso del 1821 ha inizio l’attività didattica. Sebbene gli inizi siano modesti e un po’ precari, l’impegno delle fondatrici consente di avviare un percorso educativo stabile.
L’arrivo di Annunciata Cocchetti nel 1831 rappresenta una svolta importante: la giovane si inserisce con entusiasmo nella realtà di Cemmo, affiancando Erminia come educatrice.
L’armonia tra Erminia e Annunciata consolida l’istituzione, che si rafforza nella missione educativa. La collaborazione tra le due donne è solida, guidata da valori condivisi.
Nel tempo, Vincenzo Panzerini cede l’intera proprietà dell’istituto a Erminia e ad Annunciata, segnando così il passaggio definitivo dell’opera educativa nelle loro mani.

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