E’ una brezza continua che segna tutte le stagioni quella provocata dallo scorrere delle acque del Clegna e che inesorabilmente colpisce la piccola chiesa che sorge nel settore occidentale di Cemmo a strapiombo sul torrente.
Santa Maria e Brolo
In origine era una cappella medievale (XI-XII sec.) probabilmente dedicata a san Faustino, con accesso da ovest, presbiterio rivolto a est e un campanile sul lato nord. Restano visibili frammenti in marmo di Vezza d’Oglio.
Gli affreschi superstiti, databili tra Trecento e Quattrocento, raffigurano probabilmente santa Lucia e san Faustino.
Nel primo Seicento, a est della cappella si aggiunse un nuovo edificio dedicato alla Visitazione di Maria a Elisabetta.
Questo ampliamento portò alla demolizione del presbiterio medievale e alla costruzione di un portico sul lato occidentale.
Nel Settecento fu aggiunta la sagrestia.
L’edificio assunse così un nuovo orientamento est–ovest con ingresso a occidente.
L’ingresso è preceduto da un portico a tre campate con frontone triangolare. Il portale lapideo è affiancato da due finestre.
L’interno ha una navata unica con volta a botte e presbiterio rettangolare.
L’altare ligneo ospita una tela del XVII sec. con la Visitazione.
Ai lati della pala vi sono due quadri seicenteschi di Gian Giacomo Gaioni detto Bate con san Faustino e san Giovita.
La volta e il presbiterio mostrano affreschi sulla vita della Vergine.
Numerosi ex voto, trafugati, decoravano le pareti.
La chiesa fu venduta nel 1829 alla famiglia Sgabussi e donata alla parrocchia di Cemmo circa un secolo dopo.